martedì 21 novembre 2017

Yonaguni: Struttura Artificiale o Bizzarro Scherzo della Natura?

Durante una immersione negli anni 80 (si dice 1986 o 1987) per studiare gli squali martello, un certo Aratake Kihachiro si accorse che a poco meno di una trentina di metri di profondità dell'isola giapponese di Yonaguni c'erano strane strutture che parevano scolpite dalla mano dell'uomo.

La scoperta fece subito il giro del mondo e venne battezzata come l'Atlantide Giapponese. Yonaguni è l'isola più a nord del Giappone e nei fondali situati nella sua parte più meridionale vi sono appunto le enigmatiche strutture sommerse.
il professore di geologia marina Kimura Masaaki, studiando il sito giunse alla conclusione che seppur il fondale è di origine naturale, le strutture sarebbero state 'scolpite' e lavorate da una antica popolazione scomparsa.

La controversia riguradante l'origine artificiale è ancora attuale; questo perchè se fosse vera tale teoria, la datazione del sito sarebbe da posizionare intorno a 7000 anni fa. Ma vi sono studiosi come Robert Schoch (noto per le esplorazioni della Grande Piramide di Giza) il quale afferma che le strutture di Yonaguni non sono create con blocchi separati tipici della civiltà megalitiche ma si tratterebbe di un unico ed intero complesso, e le strane forme gemoetriche sarebbero dovute alla zona sismica che romperebbe le rocce in tali modi regolari.


La zona geografica di Yonaguni

Tuttavia il professor Kimura invece afferma di aver contato una quindicina di strutture decisamente artificiali e sostiene vi siano anche impresse sulle pareti varie immagini di animali. Ma sempre secondo Robert Schoch anche queste 'decorazioni' sarebbero frutto dell'azione di fenomeni naturali come i coralli.

Ed ancora Kimura ipotizza invece che la struttura intera sia sprofondata 2000 anni fa e la civiltà che l'avrebbe realizzata sarebbe vecchia di 5000 anni. In quell'epoca il mare era ad un livello più basso. In oltre come già accennato, sarebbe stata scavata interamente nella roccia viva.

Oltre alla diatriba in questione, abbiamo nel web una miriade di immagini (tra fake e riprese originali) che mostrano incredibili strutture a gradoni con svincoli nettamente tagliati e quelle che sembrano scalinate. Tuttavia la certezza che sia opera di mano intelligente non c'è al momento e se non vi sono altre particolarità degne di nota il punto di domanda rimarrà sempre.

Ricostruzione digitale del sito sommerso

Le strutture che si possono vedere nel loro insieme non ricordano nessun edificio umano antico e sembrano quasi casuali. Ciò non toglie che l'eventuale catastrofe che avrebbe sommerso l'area abbia poi devastato tutto rendendolo quasi irriconoscibile, ma pare troppo poco per affermare che si tratti di opera umana. O forse no?

La roccia chiamata 'tartaruga' di Yonaguni

lunedì 13 novembre 2017

Satellite alieno - si o no?


Viene chiamato Black Knight (cavaliere nero) e viene descritto come un oggetto artificiale in orbita attorno alla terra (in orbita polare) da qualcosa come 13.000 anni a questa parte. Gli studiosi di cospirazioni e di quella branca denominata pseudoscienza lo ritengono reale e addirittura affermano che il grande inventore Nikola Tesla ne avrebbe registrato la presenza più volte nel 1899.

Questa strana leggenda nacque negli anni 50 dove su alcuni giornali e quotidiani statunitensi (come il San Francisco Examiner) si pubblicarono articoli nel quale si diceva che la US Airforce avesse individuato due satelliti artificiali di origine aliena in orbita attorno al nostro pianeta. Nel 1960 la Marina degli Stati Uniti affermò pare, che vi fosse in orbita un oggetto con un'angolazione curiosa e venne così ipotizzato si potesse trattare di una parte del rivestimento distaccatasi dal Discoverer VIII durante il lancio.


Questo lo rivela l'ingegnere spaziale James Oberg con dovizia di particolari in questo articolo consultabile online QUI




Tuttavia però negli anni 70 lo scrittore Duncan Lunan interpretò alcuni segnali radio provenienti dallo spazio e registrati da alcuni ricercatori norvegesi come una sorta di 'mappa' in direzione della costellazione chiamata Boote. Tali segnali, affermò lo scrittore, sarebbero stati prodotti da un oggetto vecchio appunto di 13.000 anni. L'autore tuttavia ritrattò le sue dichiarazioni alla luce di nuovi ricalcoli sui dati in mano.

Nel web e non solo però circolano una moltitudine di informazioni a conferme dell'esistenza di un oggetto simile in orbita a discapito di tutte le informazioni che dovrebbero chiarire il punto. Infatti negli anni 90 una nuova foto di un oggetto in orbita catturò l'attenzione; per chi riteneva fosse una coperta termica persa durante una attività extraveicolare abbiamo invece Erich Von Daniken che lo battezzò nave spaziale Maya di Pakal.





Una delle ultime notizie in relazione a questo oggetto parla degli Illuminati che l'avrebbero abbattuto e questa notizia sarebbe trapelata da WikiLeaks; ed abbiamo una serie di documentazioni addirittura video che confermerebbe tale evento. Però il video che mostra una scia luminosa nel cielo notturno sarebbe il rientro di Hayabaysa, una sonda nipponica ripresa nell'estate del 2010 sopra i cieli australiani.

venerdì 10 novembre 2017

Gunung Padang - La Misteriosa Civiltà di Giava

Nel cuore dell'Indonesia si trova il sito megalitico chiamato Gunung Padang. Si trova nel regno di Cianjur in Giava Ovest a pochi chilometri dalla stazione Lampegan. In questo momento, i mass media sono impegnati a parlare di antichi siti situati a Cianjur,. Appunto il sito megalitico summenzionato è una collezione di enormi pietre; parti di questi manufatti che sono stati ritrovati  diventano l'attrazione principale per la comunità e ricercatori.

 
Questo sito megalitico presumibilmente era un vero e proprio capolavoro, una sorta di edificio a forma di piramide.
Secondo Danny Natawidjaja (geologo capo con del Centro di Ricerca per la Geotecnologia (Istituto Indonesiano delle Scienze) Gunung Padang non è una collina naturale ma una piramide artificiale. Le origini della costruzione risalgono molto prima della fine dell'ultima era glaciale. Il lavoro è enorme, anche ai livelli più profondi. Essa testimonia i tipi di sofisticate competenze costruttive che sono state schierate per costruire le piramidi dell'Egitto, o i più grandi siti megalitici in Europa.

Secondo le news più recenti, gli ultimi risultati di foratura e di analisi al carbonio hanno evidenziato che la truttura era sviluppat su terrazze a cinque piani, con una analisi di profondità di 8-10 metri indica l'esistenza di una costruzione databile a 10.000 anni a.C., rivedendo in questo modo tutti i risultati precedenti  che datavano il sito su questa collina da 6.700 o 4.700 aC.



Lo staff speciale del Presidente per l'assistenza sociale e i disastri naturali, Andi Arief, in seguito ai risultati del Disaster Team (BKP) ha formulato un'ipotesi di una civiltà altamente sviluppata nell'area del Monte Padang."In questa regione c'è stata una civiltà molto avanzata ma distrutta da un grande disastro", ha detto a VIVAnews.com, martedì 6 marzo 2012.

 Evidenza di una civiltà avanzata è vista proprio dalla struttura e dalla forma delle terrazze presenti sul sito. Le antiche disposizioni nella zona di Gunung Padang sono ben strutturate e predisposte per i vari interessi sociali e realtà della società del suo tempo. Tutti i blocchi di pietra megalitici sono realizzati con lo stesso disegno e disposti secondo precise necessità.       

Sono stati ritrovati i resti di disastri naturali che distrussero questa civiltà avanzata. Si tratterebbe di una catastrofe talmente imponente che da aver immediatamente devastato questa civiltà in tempi molto rapidi e non lasciare quasi nulla. 



Per cercare il resto della civiltà, il team ha effettuato vari scavi in loco. Il resto del disastro può essere visto dalla posizione di rocce sparse dappertutto, ma ancora si può vedere il modello strutturale di costruzione. Soprattutto alla cima del monte Padang stesso dove sta in piedi un menhir caduto proprio a causa di un grave disastro.

 

giovedì 9 novembre 2017

Camera Segreta nella Grande Piramide

Una notizia bomba è rimbalzata da un angolo all'altro del globo e riguarda ancora una volta la Grande Piramide di Giza; l'unico monumento delle 7 Meraviglie dell'antichità ancora in piedi. Si parla di una scoperta sensazionale e che riguarderebbe la presenza di una cavità molto estesa nel cuore della piramide.

Tale cavità, o stanza è situata sopra la grande galleria e pare lunga una trentina di metri ed è un notizia apparsa su Nature i primi giorni di Novembre 2017 scritta da Kunihiro Morishima il quale afferma che il team di ricercatori ScanPyramids ha rilevato la presenza di uno spazio vuoto grazie alle particelle dette muoni che sono provenienti dallo spazio interstellare ed investono il nostro pianeta costantemente.

Queste particelle entrano nell'edificio piramidale e si depositano all'interno, con l'aiuto di una speciale macchina si è preso atto della presenza di parti vuote dentro la grande struttura. La cavità è, come detto, stata sitmata in una lunghezza di trenta metri all'incirca.

Ricercatori posizionano il rilevatore di muoni sia dentro che fuori la Piramide

L'idea di eslporare con questa tecnica le grandi costruzioni è in realtà di vecchia data, infatti già a partire dagli anni 60 si è tentato di utilizzare i raggi cosmici per rilevare stanze segrete; chiaramente con le attuali tecnologie diventa tutto molto più semplice e efficace. Si è tentato con analisi termografiche (per riconoscere eventuali oggetti di varia natura all'interno) e con scansioni laser oltre all'infrarosso. 

Team ScanPyramids all'esterno della Piramide


Ora le domande che sorgono sono di estremo interesse:
Cosa mai ci sarà dentro questa grande stanza? Può forse riscrivere la storia della Grande Piramide così come oggi la conosciamo?

Le ipotesi che sono state fatte al momento sono effettivamente varie: 
-c'è chi dice che non vi sia nulla all'interno e l'utilità di questa camera servirebbe, secondo questa idea, ad alleggerire il peso della Piramide. 
-Ma altri studiosi affermano che in realtà non è così perchè la posizione di questa cavità è sulla destra della camera del Re e non è la posizione giusta per essere utilizzata come sgravo del peso.

-Ma ancora c'è chi la vede come una seconda galleria che sarebbe piena di oggetti preziosi dal valore storico incalcolabile. Già si pensa a archivi segreti che riconducono alla civiltà che precedette l'antico Egitto. Ma al momento sono solo ipotesi.
 
Altra elaborazione grafica della stanza vuota scoperta

Uno dei grandi timori che sembra serpeggiare è la censura riguardo a ciò che potrebbe essere scoperto nel proseguo delle ricerche. Non tanto perchè vi si possa trovare chissà quale manufatto "alieno" (da non escludere comunque, chissà) ma perchè vi potrebbe essere qualcosa che ci costringerebbe a rivedere la storia fin qui scritta dagli egittologi circa la datazione e la denominazione della Grande Piramide come tomba di Cheope.

mercoledì 1 novembre 2017

La Civiltà dei Sumeri

La civiltà dei Sumeri formatasi all'incirca intorno al 4000 avanti Cristo (datazioni ufficiali) è nota per molti motivi, soprattutto per aver inventato la scrittura cuneiforme ma anche per la complessa tradizione religioso-mitologica di cui è piena la loro letteratura. Ma senza dimenticare il progresso in fatto costruttorio e di scienze come la matematica.

Tra le molte informazioni curiose ma poco note ne troviamo ben 9 selezionate da history.com che qui elenchiamo brevemente:
  1. Uruk (Warka) fu una città estremamente fiorente con una popolazione forse oscillante tra i 40 e gli 80.000 abitanti, fiorente al massimo livello intorno all'anno 2.800 a.C. 
  2. Nella lista Reale Sumerica figura anche il regno di una donna forse nella citta di Kish. Si tratta di Kubaba di cui si sa poco ma regnò un secolo.
  3. Le città-stato sumere erano spessissimo in guerra tra loro e si avvicendavano al controllo del territorio.
  4. I Sumeri erano noti per molte invenzioni come la ruota, l'aratro, la scrittura ma anche per la birra fatta per lo più utilizzando l'orzo.
  5. La scrittura cuneiforme fu adottata per oltre 3000 anni da diverse culture.
  6. I Sumeri crearono una fiorente e fitta rete commericale estesa fino in Afghanistan, Egitto ed Etiopia.
  7. Il personaggio di Gilgamesh protagonista di una epopea epica forse potrebbe essere una figura storica visto che viene additato come creatore delle mura di Uruk e del tempio di Ninhil.
  8.  Ancora oggi utilizziamo l'idea dei Sumeri di misurare il tempo in 60 minuti ma anche la ripartizione in 360° dello spazio.
  9. Con l'era dei Babilonesi, la civiltà sumera venne poco alla volta dimenticata, fino al diciannovesimo secolo grazie ad archeologi britannici e francesi.

Qui sotto ci sono alcuni articoli con video che spaziano tra archeologia alternativa e ufficiale per approfondire.

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LISTA REALE SUMERICA: QUANDO LA REGALITA' SCESE DAL CIELO

L'EPOPEA DI GILGAMESH - RADIO 3

ASTRONAUTA USA: DISCENDIAMO DAGLI ALIENI CHIEDETELO AI SUMERI

MA CHI ERANO DAVVERO I SUMERI?

martedì 31 ottobre 2017

Il Fascino del Pianeta Rosso

Il pianeta Marte è il corpo celeste che forse più ci intriga tra quelli dell'intero sistema solare; questo per molte ragioni. 
Per la vicinanza con la nostra terra, perchè tra i pianeti del sistema è l'unico per calcolo di probabilità a poter ospitare forme di vita o averle ospitate in passato (assieme anche ai satelliti di Saturno e Giove).

Ma anche per un errore di traduzione datato 1877 allorquando l'astronomo Schiaparelli vide e descrisse la presenza di 'canali' sulla superficie marziana che vennero tradotti in lingua inglese con il termine canals (canali intesi come artificiali) e non grooves (cioè solchi nel terreno); tale errore ha portato alla credenza che il pianeta fosse abitato.

Le missioni sul pianeta rosso sono cominciate negli anni 60 da parte dei Sovietici per giungere ad oggi dove se ne contano in pratica una quarantina.


Nasa ha aperto le iscrizioni per il viaggio su Marte

La fantascienza è ricca di riferimenti al nostro 'gemello' a testimonianza di come sia parte della nostra cultura questo incredibile pianeta rosso (per esempio il libro di Arthur C. Clarke Le Sabbie di Marte). Inevitabilmente anche su questo corpo celeste sono state fatte una miriade di ipotesi sul fatto che vi siano tracce di antichissime civiltà e che la Nasa farebbe di tutto per nasconderne le prove.

Le prossime missioni della Nasa porteranno anche un equipaggio umano ecco il sito per iscriversi QUI

Particolarmente estremo il progetto che si attuerà in diverse fasi con la sperimentazione di razzi particolari e con prove orbitali nel 2018. Il progetto in questione è stato presentato in un convegno presso l'International Austronautical Conference in Messico e ideatore capo di tutto questo è Elon Musk.

Grandi problemi sono soprattutto i fondi visto che le spedizioni saranno diverse con invio di più capsule come veri e propri treni di linea spaziali.
Affascinante poi la vita dei terrestri su Marte e come verrà strutturata in base alle condizioni davvero proibitive del pianeta rosso. La cosa fondamentale è la sopravvivenza degli astronauti e di conseguenza tutti gli sforzi e gli studi vanno in quella direzione, partendo dalle aree geografiche di atterraggio più indicate.

Terraformare Marte

Attraverso diversi studi già effettuati, con la terraformazione si potrà ripristinare l'atmosfera e di conseguenza ci potrebbe essere uno sviluppo tale da rendere vivibile il pianeta; addirittura si pensa ad una sorta di scudo magnetico in grado di proteggere il vento solare in modo che le radiazioni non piovano indiscriminatamente sul pianeta.

Si tratterebbe di una struttura di grandi dimensioni in orbita attorno al pianeta in grado di generare la magnetosfera artificiale. Un'idea fantascientifica ma secondo l'Agenzia Spaziale Italiana si è già in possesso della tecnologia necessaria per fare tutto questo, si tratta però di un progetto che richiederebbe circa una quindicina di anni.


Qui sotto da cosultare altri articoli con relativi video di approfondimento.
Buona visione.

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domenica 29 ottobre 2017

I Segreti Dell'Antartide

Sembra che di recente la grande landa di ghiaccio dell'Antartide sia al centro di un grande interesse che si può rilevare dalle numerose documentazioni e video che appaiono spesso sul web. Come sempre sappiamo anche che circolano le più disparate teorie che oscillano tra il serio e rigoroso metodo scientifico a quello più "libero" e "alternativo".


Perchè dunque così tanto clamore nei confronti di questa terra così estrema? In realtà l'interesse dell'uomo affonda le radici nelle esplorazioni dell'ottocento e prosegue sulle incredibili mappe medievali (Piri Reis su tutte) che immortalano quelle aree geografiche in teoria all'epoca sconosciute ed il fatto che successivamente anche i nazisti abbiano raggiunto il polo sud per studi e ricerche non del tutto chiare.

Una immagine che circola sul web di un
Ufo intrappolato nei ghiacci

Ma le più disparate teorie spesso si mescolano con ipotesi decisamente probabili e credibili come la possibilità di trovare sotto le spesse coltri di ghiaccio organismi ancora sconosciuti (anche se molti ritengono possibile anche resti di civiltà antiche scomparse come Atlantide).


Qui sotto alcuni video - articoli di approfondimento; buona visione.

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mercoledì 25 ottobre 2017

Il Sito Archeologico di Mohenjo Daro

Senza ombra di dubbio il sito archeologico di Mohenjo Daro ma anche Harappa sono tra i più intriganti e misteriosi di sempre. Ufficialmente è noto che si tratti di città antiche risalenti all'eta del bronzo e localizzati nelle immediate vicinanze del fiume Indo. 

Spesso vengono associate ipotesi e teorie molto fantascientifiche (vedere il libro di David William Davenport 2000 a. C. distruzione atomica) sulla fine di questi due grandi agglomerati urbani così sofisticati da avere anche abitazioni con bagno incluso. Mohenjo Daro (termine che significa monte dei morti) si estende per ben 100 ettari e viene datata intorno al terzo millennio avanti Cristo.





La città fu abbandonata un millennio circa dopo esser stata edificata e la motivazione addotta riguarderebbe la variazione del corso del fiume; è noto però che la città fu distrutta e ricostruita più volte fino all'ultimo e definitivo abbandono che però non è ancora spiegato del tutto.

Il ritrovamento di alcuni scheletri calcinati (numero del quale non supererebbe la quarantina) e carbonizzati ed anche pietre fuse e vetrificate hanno dato adito a teorie relative a distruzioni effettuate con armi tecnologiche sulla base anche delle lotte tra divinità riscontrabili sui testi antichi, (dall'epopea sumera di Erra/Nergal, alla vicenda biblica Sodoma e Gomorra, ai testi indu).

Le spiegazioni ufficiali si attestano a congetture quali incendi di vaste proporzioni ed il fatto che una bomba in grado di distruggere in tal mondo avrebbe sbriciolato praticamente tutto. 

Secondo il divulgatore Enrico Baccarini ed il chimico Corrado Malanga in base ad analisi effettuate su rocce prese dal sito (sia da Davenport che da Baccarini e Malanga in tempi successivi) ci fu una esposizione ad un calore fortissimo per pochissimi secondi, cosa che un incendio non potrebbe fare.

Ecco alcuni video di approfondimento. Buona visione.


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venerdì 20 ottobre 2017

Il Tesoro Perduto di Padre Carlo Crespi

 Giunto in Ecuador nei primi anni venti del novecento, il salesiano Padre Carlo Crespi ha vissuto a stretto contatto con le popolazioni tribali Jivaro/Shuar che gli donarono una grande quantità di manufatti che a prima vista sembrano strabilianti. Oggetti che erano conservati nella Cueva de los Tayos.


In molti hanno ritenuto questa incredibile collezione come una prova di un collegamento reale tra civiltà molto lontane tra loro (quelle egizie e mesopotamiche con quelle delle americhe).

La collezione che fu raccolta in un museo venne distrutta in larga parte a seguito di un incendio all'inizio degli anni 60. Tutta la vicenda fu resa nota nei primi anni 70 da Erich Von Daniken con il suo libro "l'oro degli dei".




Se da un lato gli appassionati di fantarcheologia esultano dall'altra parte però gli scettici portano l'equivoca intervista di Von Daniken su Playboy pubblicata negli anni 70 dove pare che l'autore fu sconfessato.

Qui sotto ecco un paio di articoli che approfondiscono l'argomento e soprattutto due video che mostrano i manufatti incriminati. Verità o bufala?

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sabato 14 ottobre 2017

Le Antiche ed Enigmatiche rovine di Nan Madol

 Nan Madol è un particolare sito archeologico di cui si sa ben poco e che si trova in quell'angolo di mondo sperduto che è la Micronesia. L'area in questione si compone di numerose isolette (circa un centinaio per intenderci) artificiali connessi da canali anch'essi artificiali; il tutto su circa 18 Km quadrati.

C'è un unica struttura rimasta in piedi ed è chiamata Nan Douwas alta circa 8 metri. All'interno di questa struttura vi sono cripte funerarie; la datazione al radiocarbonio fa risalire l'area al 1200 d.C. e i blocchi con cui è stata edificata questa zona sono di basalto. 
Il nome Nan Madol significa "tra gli spazi" e si riferisce ai canali che attraversano le rovine. Tuttavia, il suo nome tradizionale era Soun Nan-leng (Reef of Heaven), secondo Gene Ashby nel suo libro Pohnpei, An Island Argosy. 

Anche in questo caso ci si interroga sulle modalità costruttorie di questi antichi popoli che hanno saputo formare queste strutture spostando enormi blocchi in queste zone impervie. L'area totale è di 75 ettari. Le fondamenta delle isole sono state costruite con enormi massi di basalto, su cui sono state poi elevati recinti murali utilizzando colonne di basalto nella parte superiore. Le pareti arrivavano fino a 15 metri e con 5 metri di spessore. Il peso medio di ogni pietra è di 5 tonnellate, con alcuni dal peso di circa 50 tonnellate ed è stato stimato che il peso totale del basalto colonnare che costituisce la costruzione della città è di 750.000 tonnellate.



Sono varie le storie che si raccontano su Nan Madol e sullla venuta degli Dei che furono in grado di spostare blocchi con facilità.
Leggende di varia natura alcune fantasiose e altre più verosimili aleggiano in questa località unica e sperduta.

mappa della zona archeologica

Nell'isola di Idehd ogni anno veniva celebrato una specie di rituale dove si offriva una tartaruga ad una enorme anguilla (Nan Samwhol) che fungeva da intermediario con le divinità.


Qui sotto un ulteriore articolo con un video che esplora meglio queste incredibili rovine dimenticate dal tempo.
 


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giovedì 12 ottobre 2017

Giuliano Di Benedetti - Dante, i colli albani e altro...

L'architetto Giuliano Di Benedetti è noto per la sua visione differente del sommo poeta Dante Alighieri; infatti nel suo libro La Via di Dante, si può scoprire molto del suo pensiero che vede la "Comedia" come qualcosa che va oltre la visione meramente allegorica e metaforica.

Si tratta di una visione intrigante e che evidenzierebbe particolari conoscenze antiche di Dante e che definirebbe il poeta in modo diverso da come lo si intende oggi.

Non solo questo però, perchè anche l'area del Lazio, tanto cara a Di Benedetti aquista un fascino diverso e viaggiando a ritroso nel tempo si scoprono tradizioni ormai perdute legate al lago di Nemi, ai colli Albani.

Anche la figura di Gesù e presa in considerazione nel suo libro E fecero Gesù ad immagine di Romolo; in quanto la costruzione della figura cristica passò necessariamente attraverso le tradizioni e le religioni dell'epoca.

Ecco qui sotto alcuni articoli e video interessanti per approfindire meglio la questione. 

Buona visione 

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martedì 10 ottobre 2017

il Misterioso Plateau di Giza

L'altopiano di Giza è forse l'area archeologica più carica di mistero e più nota al mondo per esser stata oggetto delle più disparate teorie della tanto discussa archeologia misteriosa.

Vi sono le tre piramidi meglio conservate al mondo e soprattutto la Grande Piramide sempre al centro di grandi diatribe e teorie circa la sua datazione e sulla sua reale funzione.

Oltre a questo anche la Sfinge è enigmatica quanto basta e al pari della Grande Piramide fatta oggetto di varie speculazioni circa la presenza di camere segrete direttamente sotto il suo corpo leonino.

Ecco qui sotto alcuni articoli imperdibili con video annessi da visionare. 

Buona visione.

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lunedì 9 ottobre 2017

David Donnini e il Cristianesimo

David Donnini è un profondo conoscitore delle religioni orientali ed in particolare del Cristianesimo primitivo e della figura di Gesù. Sono molto noti i suoi numerosi libri sulla figura messianica per eccellenza.

Possiamo ricordare per esempio alcuni suoi volumi interessanti come: 
Gesù - Messia di Israele, 
Il Matrimonio di Gesù, 
Gamala: Il Segreto delle Origini di Gesù. 

 I suoi studi l'hanno portato in Palestina e a stretto contatto con i luoghi del primo Cristianesimo e con figure importanti dell'esegesi ebraica.

Donnini parla della figura di Gesù sotto l'aspetto storico evidenziando il fatto che nel corso dei secoli è stato fatto un grande lavoro di oscuramento di tutti quei riferimenti legati alla famiglia di origine di colui che divenne la figura cristica che oggi ben conosciamo.

E' abbastanza riconosciuto il fatto che l'idea del messia oggi noto sia stata creata da San Paolo a metà del I° Secolo, tale idea nel corso dei due secoli successivi si è ampliata grazie all'intervento di numerosi teologi (i noti padri della Chiesa) che sovente erano in contrasto tra loro. Solo nel concilio di Nicea di Costantino la figura di Gesù venne rimodellata sullo stereotipo delle già note divinità del passato.

L'imperatore romano intendeva trasformare il sovversivo ebreo nemico di Roma in un Santo profeta estraneo alla vita politica che invita a "Dare a Cesare quel che è di Cesare". Soprattutto eliminando i suoi reali seguaci e che sosteneva l'eventuale linea di sangue fino a Re Davide; una minaccia questa per il clero romano.

Donnini parla quindi del Santo Graal, derivante dalla lingua provenzale antica che significherebbe: Sangue Reale; una linea dinastica che parte dal Re Davide e successivamente al figlio Salomone.
Nei testi evangelici Gesù viene definito "figlio di Davide" e l'idea che vi sia una discendenza diretta di Gesù è sempre stata molto viva in Francia e Inghilterra che ha portato a storie e leggende sul Santo Graal. Donnini descrive un quadro chiaro e molto interessante che fa riflettere.

Ecco ciò che emerge in parte dai suoi lavori, quindi in contrasto netto con la comune dottrina teologica e con ciò che la catechesi veicola da sempre.

Qui di seguito una lunga carrellata di video articoli incentrati sui Vangeli e su Cristo.

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sabato 7 ottobre 2017

Mauro Biglino e il Libro dei Libri

Una vera e propria bomba è esplosa da quando il saggista Mauro Biglino ha deciso di rivelare ciò che ricavava dalla lettura dell'Antico Testamento in lingua ebriaca (testo masoretico - codice di Leningrado) ma solamente dopo anni di lavoro come traduttore ufficiale per le Edizioni San Paolo.

Ebbene la sua "lettura letterale" (per altro richiesta dal summenzionato editore) è oggi da un lato bistrattata e dall'altro osannata. 

Ma tale lettura però rivelerebbe concetti di natura contraria alla dottrina teologica che impera da sempre. Oltre alla differenza sia di certi termini tradotti che dal veicoloare un certo tipo di concetti sul libro dei libri ritenuto perfetto in ogni sua parte, Biglino rivela quanto tale insieme di libri sia stato rimaneggiato nei secoli e che contenga falsità, errori, iperboli, cose reali e non.

Con tale approccio letterale dell'antico testo masoretico, Biglino parte, nelle sue primissime conferenze, dalla vicenda delle piaghe d'egitto e del successivo attraversamento del mar rosso (che non c'è nella Bibbia perchè in ebraico è definito yam suf, che letteralemente significa canneto, palude di canne). Citando non solo l'Esodo ma anche Apollodoro e Euripide si trovano conferme e coincidenze strane ma ancor più con testimonianze legate al mondo accademico dei sumerologi come Giovanni Pettinato dimostrano come la Genesi biblica sia una copia riadattata dei più antichi testi sumeri, nella fattispecie sono impressionanti i vari esperimenti sbagliati degli "Dei" sulla fabbricazione dell'adamu (guarda caso estremamaente simile all'adàm biblico).

Ormai noti i termini che nell'Antico Testamento Biglino ha messo sotto la lente d'ingrandimento. Per esempio se leggiamo Altissimo in ebraico c'è Elyon, che significa "quello che sta sopra" anche se non è un superlativo assoluto; tutte le volte che leggiamo il Signore (in maiuscolo) oppure l'Eterno, in ebraico c'è Yahweh (nessun studioso accademcio sa cosa voglia dire con certezza tant'è vero che viene vocalizzato anche come Geova), ogni volta che leggiamo Dio in ebraico appare Elohim, che è plurale, oppure El o Eloah che è singolare (anche qui nessuno studioso sa cosa significhi con certezza e nei testi accademici solitamente non viene tradotto).

Per avere un idea del lavoro ecco che qui sotto vi sono alcuni articoli con relativi video (non tutti perchè sarebbe impossibile in un solo post).

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